Rassegna Stampa

mar 13 novembre 2018
 - Frontiera
Grande successo di pubblico per “Mujeres: Pasiones y Milagros al Sur” Project

 

Dopo il debutto presso il Cantalice ARTeM Festival, il progetto della cantante umbra Lucia Casagrande Raffi, arriva alla stagione aquilana cantando di donne, "Mujeres", nelle espressioni musicali della tradizione del Sud America.

Grande successo di pubblico per alcuni musicisti reatini inseriti nel progetto ” Mujeres: Pasiones y Milagros al Sur” il 10 novembre 2018 ore 18:00 a l’Aquila, per il concerto inserito nella 44° stagione concertistica 2018-2019 – ISA (Istituzione Sinfonica Abruzzese).

Dopo il debutto presso il Cantalice ARTeM Festival, il progetto della cantante umbra Lucia Casagrande Raffi, arriva alla stagione aquilana cantando di donne, “Mujeres”, nelle espressioni musicali della tradizione del Sud America.

Il concerto si apre con le parole di Malala Yousafzai, Premio Nobel per la pace affidate alla voce di Maria Rosaria De Rossi.
In seguito partendo dalla Spagna della musica popolare “antigua” e barocca, in un crescendo di ritmi gitani, incessanti e sanguigni, appassionate, aspre e delicate sfumature vocali, ci si trova nella tradizione ranchera messicana fino a sfiorare il genere cantautorale latino. Molto apprezzati gli arrangiamenti appositamente scritti per questa formazione dal pianista e compositore reatino Paolo Paniconi.

Ottima prova per i musicisti impegnati nel progetto: il M° Graziano Brufani al Contrabbasso, il M° Federico Micheli al Violino, il M° Cristoforo Pasquale alle percussioni, il M° Maristella Focaroli, alla Chitarra, il M° Paolo Paniconi al pianoforte. Alla voce, Lucia Casagrande Raffi riconferma il suo gusto, grande plasticità vocale e personalità interpretativa.

foto di Filippo M. Gianfelice


gio 28 dicembre 2017
 - Umbria Libera
A Solomeo il Natale ha la voce di Lucia Casagrande Raffi

https://www.umbrialibera.it/solomeo-natale-la-voce-lucia-casagrande-raffi-3521

A Solomeo il Natale ha la voce di Lucia Casagrande Raffi

Bel concerto di Cantiones Sacrae inserito nella programmazione della Fondazione Federica e Brunello Cucinelli

 
  
Lucia Casagrande Raffi
 

di Stefano Ragni – C’è anche qualcosa di drammatico nella ricorrenza del Natale. Se lo consideriamo, come è, la persistenza di un culto pagano, la celebrazione della festa del Dies Natalis Solis Invicti era un inno di trionfo alla luce che tornava a illuminare le tenebre.
Così dai tempi degli imperatori Eliogabalo e Aureliano.
Nella Bibbia, in Malachia (III, 20), analogamente, si parla della nascita del Messia come “nuovo sole di giustizia”.
Tra le tante cantilene legate al presepe e alle luci dell’albero, ce n’è una che esprime meglio di altre l’orgoglio e l’impegno di sentirsi cristiano nel giorno della Natività.
E l’ha scritta nel 1847 un maestro dell’opera, Adam, sulle parole di Placide Cappeau. Nella versione originale, ovviamente in francese, l’invocazione al “Roi de Rois” acquista i toni di un’esaltazione che rasenta la mistica guerriera e che rimanda alle profezie di Gioacchino da Fiore, a san Pier Damiani, ai Templari.
Indubbiamente un altro Natale.
Per ascoltare questo infiammato Noël abbiamo dovuto aspettare il primo bis dei due che ieri sera hanno concluso il bel concerto di Cantiones Sacrae inserito nella programmazione della Fondazione Federica e Brunello Cucinelli.
L’appuntamento, che chiude la serie di concerti vedeva un teatro piuttosto pieno e aveva una motivazione in più per essere apprezzato: lo spiegava Federica, con la sobrietà che in Fondazione è d’obbligo: si deve dotare un’ambulanza delle attrezzature pediatriche necessarie, e la generosità di tanti aiuta la causa.

Per arrivare al “Minuit chrètien” di Adam il percorso è stato lungo, ma il piano di bordo disposto dal direttore Ciofini era apprezzabile in ogni sua componente.
Prima la voce del coro, che è plastica, consolidata e sicura: il Te Deum di Haydn che apre i giochi è squillante come si deve e l’orchestra dalla Fondazione risponde più che bene al gesto del maestro.
Poi, ecco il regalo di natale, una Lucia Casagrande Raffi, creatura corvina avvolta in verde smeraldo, che canta con voce di soprano pertinente e ben impostata. Suo il vorticoso arabesco dell’Exultate Jubilate, pagina milanese del giovanissimo Mozart e sua anche la mielosa canzone di Gomez che forse poteva essere risparmiata per la sua genericità.
E visto che a Natale si deve essere dolciastri e pacificati, ecco la silloge di Carols arrangiati da M. Gatti. C’è di tutto dalla solenne invocazione dei nobili cavalieri inglesi della Rinascenza, alle campane, alla neve, alle renne, agli angioletti. In un paio di numeri Lucia torna a confortarci, mentre il coro si impegna a soddisfare l’esattezza e la precisione con cui Ciofini taglia il tempo e conduce la cavalcata senza sbavature.

C’è ancora spazio per un Magnificat di Schubert, ancora con un’aria di Lucia e l’Amen conclusivo di un coro sempre più galvanizzato. Il perché lo scopriremo al secondo bis. Il primo era il citato Adam, appena una canzone, ma capace di restituire, nella sua profondità, tutto lo spessore della discesa di Dio in terra. E questo è drammatico.
Saremmo stati soddisfatti così, ma un gruppetto di parenti continuava a battere le mani. E lo credo bene! Loro sapeva dell’Allelujah di Haendel programmato al quarantacinquesimo minuto. E lasciamola al Canticum Novum questa soddisfazione, perché l’applauso entusiastico del pubblico se lo sono proprio meritato.
E con loro un maestro come Fabio Ciofini, lineare, semplice, efficace.


lun 04 aprile 2016
 - Critica Classica
Nella chiesa di S. Angelo a Nilo una interessante panoramica sul barocco europeo

Nella chiesa di S. Angelo a Nilo una interessante panoramica sul barocco europeo

Foto Max Cerrito

Foto Max Cerrito

 

 

Il penultimo appuntamento della sezione pasquale della rassegna “Arti in Movimento” ha ospitato, nella chiesa di S. Angelo a Nilo, nel cuore del centro storico di Napoli, l’Accademia Barocca Willelm Hermans.
Il concerto, dal titolo “Sacre Cantiones”, era rivolto ad alcuni brani religiosi, risalenti al periodo barocco, di autori celebri e meno famosi.
In apertura abbiamo ascoltato Stabat Mater per soprano e basso continuo di Giovanni Felice Sances (ca. 1600 – 1679), tenore e compositore molto noto ai suoi tempi, nato a Roma e morto a Vienna, dove soggiornò per più di quarant’anni, ricoprendo una serie di incarichi prestigiosi alla corte degli Asburgo.
Il successivo Panis Angelicus per soprano, traversiere e basso continuo metteva in evidenza un altro autore oggi scarsamente conosciuto, il francese Joseph Bodin de Boismortier (1689-1755), compositore molto prolifico, che diede un notevole apporto alla letteratura flautistica della sua epoca.
E’ anche ricordato come uno dei primi esempi di autore “indipendente”, in quanto ebbe l’autorizzazione a stampare i suoi lavori e visse dei proventi ottenuti dalla vendita degli spartiti.
In un programma del genere, non poteva mancare Johann Sebastian Bach (1685-1750), presente con l’adattamento nella tonalità di sol maggiore per flauto traversiere e clavicembalo della Triosonata per organo in mi bemolle maggiore BWV 525, concepita presumibilmente fra il 1727 ed il 1731, e con l’aria Seele, deine Spezereien, per soprano, traversiere e basso continuo, dall’Oratorio di Pasqua BWV 249, che esordì a Lipsia nel 1725.
Chiusura con Jubilate Deo, per soprano, traversiere e basso continuo di André Campra (1660-1744), musicista transalpino la cui famiglia era originaria del Piemonte, che divenne famoso come autore di drammi in musica e opéra-ballet (fra i quali ricordiamo “L’Europe galante”) e lasciò anche una cospicua produzione di pezzi sacri, ai quali si dedicò esclusivamente a partire dal 1720.
Per quanto riguarda gli esecutori, il soprano Lucia Casagrande Raffi si è dimostrata un’ottima interprete, così come di grande spessore sono risultati gli altri componenti dell’Accademia Barocca Willelm Hermans, Fabio Ceccarelli (traversiere), Alessandra Montani (violoncello) e Fabio Ciofini (clavicembalo e maestro di concerto), che costituiscono un ensemble dedicato (cosa più unica che rara) non ad un musicista o ad un’istituzione, ma ad un costruttore di organi olandese del Seicento, trapiantato in Italia.
In conclusione un concerto di alto livello, che ha ancora una volta sottolineato l’enorme vastità e il grande valore del repertorio legato al barocco europeo.


lun 23 giugno 2014
 - La Nazione
Sinfonia n°2 - Lobgesang ( Inno di Lode) - Felix Mendelssohn-Bartholdy ad Anghiari ( Az)

...." Un raggio di luce"...una voce difficile da circoscrivere e qualificare, una voce intelligente che punta sulla qualità e non sempre sulla quantità,  una voce tecnicamente salda ma naturale. E' questo che la rende affascinante, soprattutto la capacità quasi magica di creare un legame emotivo costante tra lei, la musica e il pubblico....


ven 17 agosto 2012
 - La Nazione
Italian Dream In Buenos Aires

"...Performance dove tanti elementi coesistono tra loro tanto da creare magia: scelte musicali, interpretazione, impasto strumentale, singolare personalità  di ogni musicista.
Musicalità, virtuosismo, ritmo e meritati applausi inchiodano il pubblico per quasi due ore insieme al Tanguedia  Quartet dal sound spiccatamente italiano. Diventa un quintetto perfetto grazie agli incastri vocali della Singer, Lucia Casagrande Raffi dalle indiscutibili doti vocali ed elegante teatralità. Una Buenos Aires duale come la sua voce: bella come una fata e potente come una strega, incantatrice perfida nella dolcezza violenta e drammatica di una voce protesa ad afferrarti l'anima che riesce nel suo intento. Di quelle performance che ti fanno dire << Ancora!>>.
La versione inedita di "Lascia ch'io pianga" vale da sola tutto il concerto.
Una formazione che deve essere seguita.." 


gio 16 agosto 2012
Corriere Dell'Umbria

Apertura Gubbio NoBorders Festival 2012
 ..Le incursioni vocali, cariche di grazia e la passionalità della soprano e le note struggenti del compositore argentino Astor Piazzolla - di cui quest’anno ricorrono i 20 anni dalla morte – proposte dagli abruzzesi Tanguedia quartet (Antonio Greco pianoforte, Federico Micheli violino, Massimiliano Tommasoni vibrandoneon/fisarmonica, Davide Peluso contrabbasso) hanno incollato alla sedia il pubblico - oltre 300 persone, tra cui molti turisti e argentini residenti in Italia - per quasi due ore...


gio 16 agosto 2012
(ASI) - Agenzia Stampa Italiana
...ci piace Lucia Raffi come voce soprano che emana intensità espressiva, dimostra versatilità timbrica, padronanza della scena, ampia gamma chiaroscurale ... Molto bello il “Lascia ch’io pianga” di Handel dal quale si comprende come l’intero concerto riesca nel suo intento di dare sensazioni forti e struggenti, senza che il tango sia violato, né tantomeno i brani della tradizione classica reinterpretati educatamente, intelligentemente senza alcuna violenza ...

dom 15 gennaio 2012
 - IntoTheTheatre
L'Arca Di Giada - Teatro Olimpico - Roma

...Tra i cantanti/attori si fanno maggiormente apprezzare Piero Mazzocchetti nel ruolo di Igar e Lucia Casagrande Raffi in quello di Jadira, sempre insieme sulla scena ed autori dei momenti più incisivi e sensazionali a livello musicale...


ven 01 luglio 2011
 - N.D. Musicalis
Nuovi Interpreti

..Non c'è solo la lirica, il palcoscenico, il trucco pesante di scena, ma anche le canzoni cantate con una chitarra in piazza, le evanescenze di un gruppo punk, l'amore romantico, cavalleresco e i balli sfrenati. Non c'è lo snobismo e il distacco che a volte l'opera e la lirica suscitano, l'artista è permeato di se e fa vivere quello che canta in una luce diversa, empatica, che cattura, che fa bene, consola, soffre e ama con chi l'ascolta..


mar 02 novembre 2010
 - Il Cittadino di Recanati
Entusiasmante concerto commemorativo per Gigli ad Helsinki

 "Stasera serata bellissima, direi fantastica di quelle che non si vorrebbe finissero mai e che si ricorderanno sempre! Nessuno di noi voleva andare a dormire! Helsinki sei nel mio cuore!”, così il soprano Lucia Casagrande Raffi dopo il concerto presso la prestigiosa università musicale “Accademia Sibelius”,  ad Helsinki dove si sono vissuti momenti gloriosi nel nome di Beniamino Gigli, in occasione del 120esimo dalla nascita.......

Il giovane soprano italiano Lucia Casagrande Raffi (di Gubbio) ha cantato per la prima volta nella storia di questi concerti (23 anni) una canzone finlandese nella lingua originale. Era la ninna nanna più famosa finlandese, “Pai, pai paitaressu” di Oskar Merikanto. Grandi  applausi...


lun 01 ottobre 2007
 - L'Opera
Rigoletto

..Intonatissima, musicale, figura graziosissima e sensibile cantante attrice…


lun 01 ottobre 2007
 - Classic Voice
Rigoletto

..Brava.Ha saputo dare al personaggio di Gilda sicurezza tecnica, espressività ed emozione.


ven 20 luglio 2007
 - Operaclick
Rigoletto

..è giovanissima ed attraente...Ha eseguito con grande cura sia “Tutte le feste al tempio” e “Ah ch’io taccia” restando, come richiesto dalla partitura, nelle mezze voci ed utilizzando con abilità il legato. E’ un soprano lirico che merita di essere seguito.


dom 20 agosto 2006
 - La Repubblica
La Traviata

…Bella, elegante, di grande presenza scenica, seducente nel canto ma soprattutto credibile nella parte mimica-attoriale…ottimamente diretta Baiocco che ne fa una scultura cantante, di grande grazia, sul bianco letto di morte.


gio 01 luglio 1999
 - I Cantori d'Assisi al Festival dei Due Mondi
Spoleto

Crescendo alimentato dalla superba interpretazione della giovane solista Lucia Casagrande Raffi nelle due composizioni di Bartolucci: "Crux fidelis" e "Quo abiit". Soprattutto in quest'ultima dove la forte tensione musicale che interpreta la mirabile finzione letteraria raggiunge il suo culmine sulle parole"…quo declinavit dilectus tuus…".